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GIORNO PER GIORNO CON LA BEATA VERGINE MARIA

23 Maggio 2020

23 MAGGIO

MARIA VERGINE DELLA MERCEDE

Dal libro di Giuditta (15,8-10; 16, 13-14)

In quei giorni, il sommo sacerdote Ioakìm, e il consiglio degli anziani degli Israeliti, che abitavano in Gerusalemme, vennero a vedere i benefici che il Signore aveva operato per Israele e inoltre per vedere Giuditta e porgerle il loro omaggio. Appena furono entrati in casa sua, tutti insieme le rivolsero parole di benedizione ed esclamarono al suo indirizzo: «Tu sei la gloria di Gerusalemme, tu magnifico vanto d’Israele, tu splendido onore della nostra gente. Tutto questo hai compiuto con la tua mano, egregie cose hai operato per Israele, di esse Dio si è compiaciuto. Sii sempre benedetta dall’onnipotente Signore». Tutto il popolo soggiunse: «Amen!».

Breve commento

Con questo titolo mariano si fa poi memoria della beata Vergine che, essendo la serva del Signore (cfr Lc 1,38) ed avendo dedicato tutta se stessa all’opera del Figlio suo redentore (cfr LG 56), giustamente è riconosciuta come congiunta indissolubilmente «alla missione redentrice del Figlio (di Dio)». La beata Vergine è celebrata come: – nuova Giuditta: come l’antica Giuditta con grande coraggio, liberò il popolo dall’assedio di Oloferne, così Maria, lottando con l’antico serpente, procurò la salvezza al popolo d’Israele e a tutta la Chiesa; – profetessa della redenzione di Israele: fatta voce del suo popolo, magnifico il Signore perché, ricordandosi della sua misericordia, aveva soccorso Israele redimendolo dalla schiavitù del peccato; – compagna della passione di Cristo: la beata Vergine, che sin dall’«umiltà del presepe» fu accanto al Figlio come madre amorevolissima, stette salda sotto la croce «come generosa compagna della (sua) passione»; – piissima madre, che Dio misericordioso ci ha donato, e che «con materna sollecitudine» si china sui fratelli del suo Figlio che gemono nell’oppressione e nell’angoscia, perché, spezzati i ceppi di ogni schiavitù, riacquistino la piena libertà del corpo e dello spirito ; – nostra avvocata e celeste patrona: Maria «esaltata alla Gerusalemme del cielo» , intercede incessantemente per noi.

Racconto: L’arroganza.

Un uomo andò a visitare un asceta, e gli disse: “Voglio discutere con te del mio problema”. “E io non voglio discuterne”, rispose l’asceta. “Come puoi essere così categorico, dato che non lo conosci?”, disse il visitatore, contrariato. L’asceta sorrise. “A che pro sottopormi un problema, se non lo conosco e non ho una percezione maggiore degli altri?”. Ora il visitatore era al tempo stesso sconcertato e desideroso di saperne di più. “Allora, dimmi qual è il mio problema, e questo mi convincerà”. “Oh, essere umano!”, disse l’asceta. “Sei quasi completamente fuori strada. Se ti dimostrassi di sapere ciò che ti preoccupa, svierei la tua attenzione verso il ‘miracoloso’, e invece del Servizio – che è il mio vero compito – farei una messinscena”. “Allora dammi soltanto la soluzione del mio problema, così risponderai alle esigenze del Servizio”. “Questo l’ho già fatto”, disse l’asceta. “Non ci capisco più nulla.”, esclamò il visitatore. “Non mi risulta che tu mi abbia fornito la benché minima soluzione”. “E allora va’ a cercare la risposta altrove!”. Per mesi quest’uomo viaggiò per il paese intrattenendosi con molte persone, alle quali non mancava mai di raccontare il suo incontro con l’asceta. Un giorno cominciò a intravedere che il suo problema era stato l’egocentrismo, e che l’asceta glielo aveva indicato. Il suo vero problema era questo, e non quello che aveva immaginato. Qualche tempo dopo, in una città lontana dal luogo del loro incontro, si ritrovò a faccia a faccia con l’asceta. “Ora”, gli disse, “ho preso coscienza della saggezza delle tue parole, e vorrei ricompensarti per il servizio che mi hai reso”. “Lo hai già fatto.”, disse l’asceta. “Parlando a tutti della nostra conversazione hai contribuito, senza volerlo, alla trasmissione dell’insegnamento: non eri forse l’esempio vivente dell’ignoranza e della perplessità? “Sì, eri come un uomo che cammina con una freccia conficcata nel cranio che tutti possono vedere eccetto lui, e che è l’unico ad attribuire il suo mal di testa allo sforzo che ha fatto per pensare profondamente. “Ecco come hai servito. Tu credevi, e sembravi voler servire te stesso, ma in realtà servivi la saggezza, come ti ho spiegato. La saggezza, dunque, si è manifestata in parte per consentirti di vederti un po’ meglio. “Tuttavia, non soltanto hai servito la saggezza, ma anche la tua auto ossessione, non te. A dire il vero, chiunque può incitarti a servire chiunque o qualsiasi cosa. Per questo basta che ti persuada che puoi servire te stesso adottando una certa linea di condotta, che in realtà serve ad altri fini! Chi è che ci guadagna, in tutto ciò?”.

Preghiera

O Dio, Padre di misericordia, che hai mandato il tuo Figlio come redentore del mondo, concedi a noi, per intercessione di Maria, che veneriamo sotto il titolo della mercede, di custodire intatto il dono della libertà filiale, acquistato a prezzo della croce, per esserne araldi e promotori fra tutte le genti. Per Cristo nostro Signore. Amen.

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Data:
23 Maggio 2020