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Gruppo Ministranti Giovani

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IN BREVE CHI E’ IL MINISTRANTE?

Il ministrante è quel ragazzo o ragazza che serve all’altare durante le celebrazioni liturgiche. Il ministrante è anche chiamato “chierichetto”. Il termine ministrante ha sostituito col tempo il termine “chierichetto” poiché riesce a far capire meglio il suo significato (cf. Costituzione sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium, 29). Esso, infatti, deriva dal latino “ministrans”, cioè colui che serve, secondo l’esempio di Gesù che non ha esitato Egli stesso a servire per primo e che invita a fare anche noi la medesima cosa amando i nostri fratelli.

NON SOLO SERVIZIO ALL’ALTARE

Ma essere ministrante non si riduce soltanto al servizio all’altare, che presta con diligenza, generosità, impegno, precisione, puntualità. Perchè: Il ministrante è un ragazzo/a che attraverso il Battesimo è diventato amico di Gesù che ci ha mostrato che Dio è Amore. Il ministrante è un ragazzo che nella vita di ogni giorno e con tutti cerca di vivere quello stile di amore che Gesù ci ha insegnato.

CHI PUO’ ESSERE MINISTRANTE?
Il ministrante svolge un vero e proprio ministero liturgico (=un servizio d’amore!) così come i lettori, gli accoliti, i cantori… ma è un compito tutto speciale e originale perchè ciascuno nella Chiesa e nella vita è chiamato a qualcosa di bello. E’ ministrante, allora, ogni ragazzo o ragazza, adolescente o giovane che abbia compreso che la Chiesa è espressione di quella sinfonia d’amore che è Dio stesso. Un ragazzo o una ragazza che sanno che Gesù è quell’amico che sa dare un colore speciale alla vita di ogni giorno vissuta nell’amore.
Responsabile Padre Giuseppe DI NARDO Tel:  080 5370119
Corresponsabile Stefano ATTIMONELLI TEL: 373 827 4891

 

 

  1. Arrivando in Chiesa SALUTA il Signore: è una semplice questione di educazione.
  2. E’ normale che per servire all’Altare tu indossi la tua tunica.
    Bisogna aggiungere… che tu sia pulito? Mani… scarpe… anima (talvolta è necessario).
  3. Servire il Signore deve essere per te una festa!
PROCESSIONE DI INGRESSO E RITI D’INTRODUZIONE
Prima di lasciare la sacrestia il Ministrante saluta la Croce insieme al sacerdote e s’incammina insieme a lui. Si dirige verso l’altare camminando lentamente (non troppo !), a mani giunte.
< Quando arrivi all’altare saluti Gesu’, presente nel Tabernacolo, facendo la genuflessione. Mentre il celebrante bacia l’altare tu dovrai essere gia’ al tuo posto, in piedi.
PROCLAMAZIONE DEL VANGELO
Per la proclamazione del Vangelo i due ministranti alla destra e alla sinistra del celebrante, accompagneranno questi (il celebrante n.d.r.) sino all’ambone e lì vi rimarranno fino alla fine della proclamazione del Vangelo.
OFFERTORIO E… LE “AMPOLLINE”
Il ministrante alla destra del celebrante, scendera’ al momento dell’offertorio insieme al celebrante stesso e lo aiutera’ nel ricevere i doni, poi tornera’ all’altare.
Qui porgerà’ il calice al sacerdote, poi porgerà’ anche l’ampollina del vino e successivamente quella dell’acqua. Sempre con l’ampollina dell’acqua procederà’ al lavabo: verserà’ sulle dita del sacerdote un po’ d’acqua, e in seguito a ciò’ gli porgerà’ il purifichino.
RITI DI COMUNIONE
Quando il sacerdote ha terminato il prefazio ed ha iniziato la Preghiera Eucaristica, il Ministrante all’invocazione dello Spirito Santo si inginocchia, e non prima !
Quando arriva il momento dello scambio della pace, il ministrante scambia un gesto di pace solo ed esclusivamente con il compagno e di destra, di certo non si fanno passeggiate sul presbiterio.
Durante la distribuzione dell’Eucarestia ai fedeli, il ministrante si siede per poi rialzarsi quando si apre il Tabernacolo per riporvi il Corpo di Gesù.
PURIFICAZIONE DEL CALICE
Quando il celebrante sarà tornato dalla distribuzione dell’Eucarestia, il ministrante gli porgerà’ l’ampollina dell’acqua per la purificazione del calice.
RITI DI CONCLUSIONE E BENEDIZIONE
Dopo la benedizione, fa una genuflessione verso il tabernacolo ed in ordine ci si dirige verso la sacrestia.
Dopo la Messa, si ripone la tunica nell’armadio, si saluta il sacerdote e Gesù, e si torna a casa.
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