Spiritualità

Come vivere il tempo di Quaresima

Quaresima 2021

Assicuriamoci di aver capito come vivere bene questo periodo

“Papà, pensavo che avrei avuto vent’anni per sempre, ma poi ne ho compiuti 27…”

È una parte di una conversazione che ho sentito di recente. Anch’io una volta ero ventenne, e pensavo che fosse una cosa “standard”; poi è arrivato il primo capello grigio…

Penso a questo all’inizio della Quaresima. Ci sono molti modi per vivere male la Quaresima – modi dannosi –, ma ce ne sono anche molti per viverla bene, modi spesso trascurati o dimenticati nel corso degli anni.

Crescendo, ricordo di aver sentito altri bambini al catechismo parlare di quello a cui avrebbero rinunciato per la Quaresima. Si diceva che come cattolici dovessimo privarci di qualcosa che ci piaceva perché… beh, non riesco a ricordare che nessuno ci abbia spiegato perché, né che qualcuno abbia insistito per ricevere una spiegazione. La maggior parte dei bambini che conoscevo selezionava una ristretta serie di dolci a cui avrebbe rinunciato, ad esempio non tutta la cioccolata, ma quella con le mandorle. Non so se un approccio di questo tipo sia stato benefico per qualcuno, ma so che tutti sembravano felici alla fine della Quaresima. È il meglio che possiamo fare?

Ricordiamo il Mercoledì delle Ceneri. Di recente, una delle formule usate durante l’imposizione delle ceneri è “Convertiti e credi al Vangelo”. Niente da obiettare, ma coglie davvero l’idea? Una formula precedente adotta un approccio diverso: “Ricorda che polvere sei e polvere tornerai”. Colpisce, vero?

Soprattutto in circostanze di comfort e sicurezza relativi, la gente ha bisogno di sentirsi ricordare la propria mortalità. Crescendo, i bambini potrebbero avere una consapevolezza astratta della loro finitezza (almeno a volte), e tutti sembrano pensare che la morte riguardi gli altri. A 27 anni, o quando si trova il primo capello grigio oppure la prima protuberanza sottopelle, si è costretti ad affrontare la verità della nostra mortalità. Il periodo della Quaresima nel suo insieme può essere una prova generale o una preparazione alla vita che affronti sia la mortalità che l’immortalità.

In altri termini, la morte per noi non comporta tanto una fine, quanto un cambiamento. Detto meglio, la morte pone fine al fluire del tempo e del cambiamento e ci porta in un’eternità irrevocabile. Muovendoci da questa vita alla prossima, dobbiamo rendere conto di noi stessi, e vedere ciò che Dio già sa – se abbiamo vissuto in un modo che ci ha preparati all’amore e alla gloria eterni o alla miseria e alla mancanza d’amore eterne. Lasciati a noi stessi, la storia può finire solo in un modo; se cooperiamo con la grazia, se ci conformiamo a Cristo crocifisso, saremo conformati a Cristo risorto.

Da questo punto di vista, la Quaresima può e dovrebbe essere un momento in cui concentrarsi per accantonare distrazioni, illusioni e ostacoli che ci impediscono di usare bene il tempo per prepararci all’eternità. Cristo ci ha mostrato la via che porta alla vittoria. Sta a noi percorrerla insieme a Lui.

 

CHI TRASFORMA LA VITA IN UN CIELO? MARIA!

Natale 2020

Mi sento così fragile al suo fianco… Sono caduto tante volte, Lei lo sa e mi abbraccia. Lei, mia madre, mi ama come nessun altro…

Mi piace guardare Maria nell’Avvento, guardarla camminare verso Betlemme. Mi piace contemplarla come Bambina immacolata aperta a Dio. La sua anima pura, allegra, grande, profonda. Il suo sguardo innocente pieno di sogni e desideri. Lei, che trasforma la vita in un cielo…

Mi soffermo davanti a Lei quasi senza poter parlare, stupito e felice. Cosa posso dirle quando mi sento così piccolo? Il mio cuore tace davanti a Lei. La guardo e basta.

È mia madre

Mi sento così fragile al suo fianco… Sono caduto tante volte, Lei lo sa e mi abbraccia come ha sempre fatto. Come ha fatto per la prima volta tanto tempo fa. Come torna a fare ora quando mi vede triste e sola in mezzo al mio cammino.

Mi abbraccia perché non mi dimentichi da dove vengo e sia più certo di dove vado. Perché ricordi che la sua voce mi ha salvato tante volte.

Mi ripete che mi vuole bene, che valgo più di chiunque altro, mi mostra la bellezza che ho nascosta e che spesso non vedo. Lei, mia madre, mi ama come nessun altro.

E io resto tranquillo, con una certa vergogna, senza sapere cosa fare o cosa dire. Guardo solo i suoi occhi grandi e aperti. Guardo il suo sorriso ampio e puro, le sue mani che vogliono sostenermi, le sue labbra che vogliono solo dirmi che non devo temere.

Maria mi ama

So che la sua purezza supera tutti i miei tentativi di pensare bene e fare bene le cose, di essere puro nel mio sguardo, più suo. So che il suo amore è così puro e grande che non potrei mai amare come Lei mi ama. Non lo pretendo.

So che i miei passi sono così deboli e corti che non assomiglieranno mai ai suoi, fermi e decisi lungo quel cammino che porta a Betlemme.

So che il suo “Sì” è così forte e fedele che non pretendo di uguagliarlo con le mie forze, con i miei “Sì” schivi e codardi.

E io le chiedo…

Voglio solo chiederle di non dimenticarsi di me in questo pomeriggio invernale. Nella solitudine della mia anima. Tra quei venti che spengono il fuoco interiore che cerco di ravvivare, quando la vita sembra portare la mia barca in direzioni a me sconosciute.

Le chiedo solo di ricordarmi ogni giorno perché sono venuto in questo mondo. Voglio solo che mi faccia vedere con chiarezza ogni mattina la bellezza nascosta nella mia anima. Quella bellezza che vede in me solo Maria.

Desidero soltanto che mi abbracci con forza e mi faccia sentire ancora una volta come quel bambino scelto nel cuore di Dio.

Voglio che mi insegni a confidare quando sorgono i dubbi e le incertezze in questo Natale tanto strano. E allora le mie paure davanti al suo cuore immacolato scompaiono immediatamente.

Sono con Lei

Non so bene come faccia, ma riesce a calmarmi quando ho paura, quando sono nervoso, quando ho dei dubbi. E le sue braccia mi sorreggono con forza e mi fanno capire che la mia vita è più grande di quanto io abbia mai immaginato.

Voglio camminare al suo fianco per un tratto di questo cammino verso Betlemme. Voglio che senta che sono con Lei in ogni momento e non penso di lasciarla.

So che la mia intenzione è essere sicuro, ma allo stesso tempo è come se volessi proteggerla da tutti i pericoli. Mi sento come Juan Diego che voleva difendere la sua Maria a Guadalupe, quando in realtà era Lei che proteggeva sempre lui. Non era forse il suo figlio prediletto?

Così mi sento io, debole e vuoto, allegro e pieno, codardo e fedele. Bisognoso di protezione e sentendomi io quello che la protegge. La vedo così indifesa in questo cammino… Come si possono mescolare i due sentimenti in uno stesso cuore ferito?

La Vergine mi rialza

È Lei, è Maria, che riesce a cambiare il mio animo con un solo sguardo. È Lei che riesce a risollevare il mio cuore e a portarlo alle vette più alte. Lei che calma le mie ansie e riesce a far sì che proceda passo dopo passo, giorno dopo giorno, senza pretendere di arrivare presto alla meta.

È Maria che riesce a far sì che nella mia vita regni un’atmosfera di cielo, di Immacolata. Così riesco a porre fine all’atmosfera di pantano che le mie critiche, i miei giudizi, i miei risentimenti e le mie amarezze seminano a volte intorno a me.

Lei, l’Immacolata, porta il cielo sulla terra, mi fa alzare lo sguardo e credere che ho una dimora preparata al suo fianco alla fine del cammino.

Voglio vivere come Lei, ogni giorno, fiducioso, tranquillo. Lei ha vissuto così ogni giorno come parte di un cammino immenso, a cui aveva detto “Sì” fin dal primo momento.

È Lei che ha decifrato quello che doveva fare con i dubbi, con le paure, e con una fiducia assoluta nell’amore di suo Padre. Voglio vivere così ogni mattina quando mi alzo e contemplo Maria.

Ella trasforma tutto

La guardo camminare verso Betlemme, pura e Immacolata. La guardo con i suoi occhi grandi e la fede immensa. E voglio assomigliare a Lei almeno in quel passo quotidiano che faceva con lo sguardo allegro e il cuore tranquillo, con gli occhi puri e l’anima grande, immensa e profonda.

So che Maria compie miracoli nel mio cuore povero e lo trasforma, mi porta il cielo. So che trasforma la mia vita in una culla sacra, in un giardino florido, in un palazzo pieno di bellezza.

È lei che penetra nella mia anima perché Gesù possa riposare. Lei lo rende abitabile. E così posso offrire tutte le mie paure. So che senza di Lei non posso fare niente, e che con Lei posso tutto. Non sono immacolato come Lei, ma voglio avere la sua stessa luce e la sua speranza, il suo stesso sguardo.

FORSE NON SAPEVI CHE…

I Cattolici credono che il culto sia dovuto solo a Dio. Tuttavia, i Cattolici venerano Maria. In altre parole, noi onoriamo la nostra Madre con grande riverenza e devozione, perché lei è la Madre di Dio.

Maria è il modello dell’amore perfetto e di obbedienza a Cristo. Dio ha preservato Maria dal peccato, la quale concepì il Signore per la potenza dello Spirito Santo, portando Cristo nel mondo. I Cattolici non possono fare a meno di onorare la Beata Vergine Maria, che è piena di grazia, la Madre di Dio e Madre nostra, per il suo “sì” a Dio che ha reso possibile l’Incarnazione.

E senza l’Incarnazione, non avremmo avuto la salvezza. Maria è il più bel modello di sottomissione totale alla volontà di Dio. I Cattolici non considerano Maria uguale a Cristo, ma piuttosto venerano Maria per la sua relazione con Cristo. Il Catechismo della Chiesa Cattolica, spiega che “il ruolo di Maria nella Chiesa è inseparabile dalla sua unione con Cristo e deriva direttamente da essa” (CCC 964). Come cattolici, preghiamo di poter rispondere alla chiamata di Dio alla santità per le nostre vite come fece Mary.

Madre Teresa ha pregato per emulare la devozione di Maria a Cristo: Come Cattolici, preghiamo di rispondere alla chiamata di Dio e alla Santità per la nostra vita nel modo in cui fece Maria. Madre Teresa ha pregato per emulare la devozione di Maria a Cristo: “Maria, Madre di Gesù, dammi il tuo cuore così bello, così puro, così immacolato, così pieno di amore e di umiltà così ‘io possa essere in grado di ricevere Gesù nel Pane di vita, amarlo come tu lo hai amato, e servire come Lui ha servito… “.