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SUMMARY:Domenica Solennità della SS. Trinità 2021 Anno (B)
DESCRIPTION:\n\nMt 28\,16-20\n\nIn quel tempo\, gli undici discepoli andarono in Galilea\, sul monte che Gesù aveva loro indicato.\nQuando lo videro\, si prostrarono. Essi però dubitarono.\nGesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli\, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo\, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco\, io sono con voi tutti i giorni\, fino alla fine del mondo». \n\nIl Vangelo di Matteo termina con un apostolo in meno. Sono undici\, non più dodici\, i discepoli convocati sul monte per l’invio missionario sino ai confini della terra. La ferita nel collegio apostolico dice sempre la sproporzione tra la santità del compito e la povertà del mezzo; è la storia di ciascuno di noi. Da notare l’accostamento: i discepoli si prostrano davanti a Gesù\, ma dubitano; hanno fede e conservano il dubbio\, la fatica di credere. Forse per questo Gesù non solo si fa vedere\, ma si avvicina\, riduce ulteriormente la distanza e moltiplica l’incoraggiamento\, basandosi sulla sua potenza: “A me è stato dato ogni potere in cielo e in terra! Andate\, dunque!”. \nLa grande missione di far discepoli tutti i popoli\, figli dell’unico Dio che è Padre\, Figlio e Spirito Santo\, è attuale anche oggi; siamo sempre all’inizio del mandato poiché in molti luoghi deve essere ancora intrapresa\, ma anche perché in altre terre deve essere ri-cominciata da capo. Non si dice\, infatti\, che viviamo in Paesi post-cristiani? In società secolarizzate? Quanti luoghi – di antica fede cristiana – oggi sono letteralmente dei deserti di rovine? \nCiò che fa fiorire il deserto è la promessa – mantenuta! – della presenza di Gesù fra noi\, fino alla fine del mondo. La storia della Chiesa\, la fede dei santi e dei piccoli\, i miracoli\, la bellezza della dottrina\, la testimonianza di tanti… ne è la prova. Tutti i giorni facciamo l’esperienza della sua presenza. \nEmerge la figura di Gesù maestro\, che trasmette ai discepoli il potere ricevuto dal Padre. La convocazione sul monte in Galilea è immagine della liturgia\, la messa domenicale. Lì facciamo esperienza della sua presenza nell’Eucaristia\, nella Parola\, nella fraternità della comunione\, nel mandato missionario. \nSan Paolo VI\, uomo pensoso e fervido credente\, scrisse il suo “credo”: “Noi crediamo in un solo Dio\, Padre\, Figlio e Spirito Santo\, creatore delle cose visibili\, invisibili e Creatore in ciascun uomo dell’anima spirituale e immortale. Noi crediamo che questo unico Dio (…) è Colui che È\, ed egli è Amore: cosicché questi due nomi\, Essere e Amore\, esprimono ineffabilmente la stessa Realtà divina di colui che ha voluto darsi a conoscere a noi (…). Dio solo può darci la conoscenza giusta e piena di se stesso\, rivelandosi come Padre\, Figlio e Spirito Santo\, alla cui eterna vita noi siamo chiamati per grazia di lui a partecipare\, quaggiù nell’oscurità della fede e\, oltre la morte\, nella luce perpetua\, l’eterna vita”. \nLa domanda di Mosé al popolo smarrito nel deserto – vi è mai stata cosa più grande di questa: che un popolo abbia udito la voce di Dio? – è l’intuizione credente che l’inimmaginabile è divenuto accessibile e l’inaudito sperimentato. In Gesù\, poi\, la voce\, la Parola di Dio\, si è fatta visibile\, carne dell’uomo. Gesù\, porta di accesso al mistero del Dio cristiano\, al termine della sua vicenda terrena\, convoca i suoi sul monte dinanzi al mondo e li manda perché tutti gli uomini conoscano e vivano di questo Dio. Gesù ha compiuto la sua opera di rivelazione\, ma non termina la sua presenza; anzi\, proprio lo speciale rapporto che il risorto ha con ogni uomo è la motivazione dell’universalità della missione della Chiesa. Il Vangelo del Dio cristiano deve essere annunciato ad ogni uomo\, perché Gesù è la verità dell’uomo. 
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