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SUMMARY:QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA 2026 (ANNO A)
DESCRIPTION:\nAPRIRSI ALLA LUCE \nGV. 9\,1-41\n\nIn quel tempo\, Gesù\, passando\, vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì\, chi ha peccato\, lui o i suoi genitori\, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori\, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte\, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo\, sono la luce del mondo». Detto questo\, sputò per terra\, fece del fango con la saliva\, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò\, si lavò e tornò che ci vedeva. \nAllora i vicini e quelli che lo avevano visto prima\, perché era un mendicante\, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No\, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato\, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi\, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio\, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu\, che cosa dici di lui\, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. \nGesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò\, gli disse: «Tu\, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è\, Signore\, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo\, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. \n\nCOMMENTO\nIl vedere è fondamentale per gustare la vita. Lo stesso vale per la fede. Vedere significa entrare in una consapevolezza nuova circa la relazione con Dio. Il cieco nato viene guarito da Gesù non solo per vedere la vita che gli scorre a fianco\, ma per contemplare la fede\, nell’incontro con Lui\, il Cristo\, il Messia\, il Figlio di Dio. Questa guarigione non avviene per i giudei. Che paradosso! Ascoltiamo le parole autorevoli di Papa Francesco \n“Il Vangelo odierno ci presenta l’episodio dell’uomo cieco dalla nascita\, al quale Gesù dona la vista. Il lungo racconto si apre con un cieco che comincia a vedere e si chiude – è curioso questo – con dei presunti vedenti che continuano a rimanere ciechi nell’anima.\nIl cammino del cieco è un percorso a tappe\, che parte dalla conoscenza del nome di Gesù. Non conosce altro di Lui; infatti dice: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango\, me lo ha spalmato sugli occhi» (v. 11). A seguito delle incalzanti domande dei dottori della legge\, lo considera dapprima un profeta (v. 17) e poi un uomo vicino a Dio (v. 31). Dopo che è stato allontanato dal tempio\, escluso dalla società\, Gesù lo trova di nuovo e gli “apre gli occhi” per la seconda volta\, rivelandogli la propria identità: «Io sono il Messia»\, così gli dice. A questo punto colui che era stato cieco esclama: «Credo\, Signore!» (v. 38)\, e si prostra davanti a Gesù. Questo è un brano del Vangelo che fa vedere il dramma della cecità interiore di tanta gente\, anche la nostra perché noi alcune volte abbiamo momenti di cecità interiore.\nLa nostra vita a volte è simile a quella del cieco che si è aperto alla luce\, che si è aperto a Dio\, che si è aperto alla sua grazia. A volte purtroppo è un po’ come quella dei dottori della legge: dall’alto del nostro orgoglio giudichiamo gli altri\, e perfino il Signore! Oggi\, siamo invitati ad aprirci alla luce di Cristo per portare frutto nella nostra vita\, per eliminare i comportamenti che non sono cristiani; tutti noi siamo cristiani\, ma tutti noi\, tutti\, alcune volte abbiamo comportamenti non cristiani\, comportamenti che sono peccati. Dobbiamo pentirci di questo\, eliminare questi comportamenti per camminare decisamente sulla via della santità. Essa ha la sua origine nel Battesimo. Anche noi infatti siamo stati “illuminati” da Cristo nel Battesimo\, affinché\, come ci ricorda san Paolo\, possiamo comportarci come «figli della luce» (Ef 5\,8)\, con umiltà\, pazienza\, misericordia. Questi dottori della legge non avevano né umiltà\, né pazienza\, né misericordia!”
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