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DESCRIPTION:\n«GLORIA AL PADRE AL FIGLIO E ALLO SPIRITO SANTO» \n \n\nMatteo 28\,16-20\nGli undici discepoli\, intanto\, andarono in Galilea\, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro\, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: “A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli\, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo\, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco\, io sono con voi tutti i giorni\, fino alla fine del mondo”. \n \n\nCOMMENTO\n\n \nIl beato Paolo VI\, uomo pensoso e fervido credente\, scrisse il suo “credo”: “Noi crediamo in un solo Dio\, Padre\, Figlio e Spirito Santo\, creatore delle cose visibili\, invisibili e Creatore in ciascun uomo dell’anima spirituale e immortale. Noi crediamo che questo unico Dio (…) è Colui che è\, ed egli è Amore: cosicché questi due nomi\, Essere e Amore\, esprimono ineffabilmente la stessa Realtà divina di colui che ha voluto darsi a conoscere a noi (…). Dio solo può darci la conoscenza giusta e piena di se stesso\, rivelandosi come Padre\, Figlio e Spirito Santo\, alla cui eterna vita noi siamo chiamati per grazia di lui a partecipare\, quaggiù nell’oscurità della fede e\, oltre la morte\, nella luce perpetua\, l’eterna vita”. \nLa domanda di Mosé al popolo smarrito nel deserto – vi è mai stata cosa più grande di questa: che un popolo abbia udito la voce di Dio? – è l’intuizione credente che l’inimmaginabile è divenuto accessibile e l’inaudito sperimentato. In Gesù\, poi\, la voce\, la Parola di Dio\, si è fatta visibile\, carne dell’uomo. Gesù\, porta di accesso al mistero del Dio cristiano\, al termine della sua vicenda terrena\, convoca i suoi sul monte dinanzi al mondo e li manda perché tutti gli uomini conoscano e vivano di questo Dio. Gesù ha compiuto la sua opera di rivelazione\, ma non termina la sua presenza; anzi\, proprio lo speciale rapporto che il risorto ha con ogni uomo è la motivazione dell’universalità della missione della Chiesa. Il Vangelo del Dio cristiano deve essere annunciato ad ogni uomo\, perché Gesù è la verità dell’uomo.\n\nIl mistero abissale e ineffabile di Dio – dei Tre che sono Uno! – non solo si è svelato e reso vicino nella persona e nella vita di Gesù\, ma proprio per questo ci dice che anche la vita degli uomini è modellata sulla vita di Dio. C’è un passo ispirato del Vaticano II\, nella Costituzione Gaudium et Spes\, che lo dice con parole semplici e vertiginose: “Il Signore Gesù quando prega il Padre perché tutti siano una sola cosa\, come io e te siamo una cosa sola\, mettendoci davanti orizzonti impervi alla ragione umana\, ci ha suggerito una certa similitudine tra l’unione delle persone divine e l’unione dei figli di Dio nella verità e nella carità. Questa similitudine manifesta che l’uomo\, il quale in terra è la sola creatura che Iddio abbia voluto per se stesso\, non possa ritrovarsi pienamente se non attraverso un dono sincero di sé”. Significa che la somiglianza dell’uomo con Dio è connessa – legata! – alle relazioni interpersonali\, all’amore tra le persone umane: la sola analogia possibile con le relazioni tra le Persone divine della Santissima Trinità.\n\nIl centro del Vangelo rimanda all’altro. Teresa\, l’adolescente entrata nel Carmelo di Lisieux a 15 anni e morta a 24\, la più giovane “dottore della Chiesa”\, scoprì nella sua breve vita la partecipazione alle relazioni trinitarie proprio nel rapporto con le altre sorelle: reciprocità e gratuità\, abbassamento (piccolezza) e carità. La piccola Teresa scoprì\, proprio nell’amore all’altro\, la chiave per aprire il mistero di Dio che è Padre\, Figlio e Spirito. Se un filosofo ha scritto che “l’altro è l’inferno”\, il cristiano sa che l’altro è il suo cielo.
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