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III Domenica di Avvento
17 Dicembre, 2017
Gioia, questo si respira nella terza settimana d’avvento, o forse così dovrebbe essere. Se vivi attendendo Dio, allora non puoi che gioire per il suo farsi “incontro”. Eppure tutto questo (la gioia, la presenza di Dio, il suo esserci accanto) stride con la nostra quotidianità segnata dalla solitudine, dalla frenesia, dalla ricerca instancabile dell’ultima novità sul mercato, dalla precarietà, dallo scoraggiamento. Quale, allora, il segreto della gioia? Dove trovarla? Forse la domanda che ognuno dovrebbe fare a se stesso è: «Cosa cerco, quando cerco la gioia?». Lo sappiamo, non si può trovare ciò che non esiste, anche se lo cerchiamo disperatamente. Se gioia è avere tutto ciò che desidero, se gioia è libertà e possibilità di acquistare l‘ultimo Iphone a tutti i costi, se è partire per una delle mete del turismo mondiale o vivere un tipo di vita che ho sempre sognato… allora forse questa gioia è davvero impossibile e di essa non esiste alcuna sorgente. Perché? Semplice: non esiste! La gioia è pienezza di un cuore che ha trovato pace, che ha imparato le logiche dell’accoglienza di se stesso e degli altri, che sceglie di farsi dono, di costruire la giustizia, di farsi carico del più debole e fragile, amandolo. Questa gioia è possibile e vera! Molto più duratura e decisamente più forte. Di essa esiste una sorgente a cui attingere: è Gesù Cristo, presente tra noi, direbbero anche oggi profeti come Giovanni, anche quando noi non lo riconosciamo o scegliamo di ignorarlo.
