LA STORIA DI SAUL E DAVIDE
Saul e Davide sono il primo e il secondo Re di Israele e la loro storia è nel Vecchio Testamento, nei libri Primo e Secondo di Samuele. Il motivo per cui in questo articolo si rievoca la loro storia è la sua attualità giacché, in entrambi i casi, va di scena il Potere assoluto con il suo strascico fatale: la paranoia e la corruzione. Dell’assimilazione del potere alla paranoia parla Elias Canetti in un suo libro (v. La Libertà del 14 dicembre 2022). Quanto alla corruzione, da sempre, ha due aspetti eclatanti: il denaro e il sesso. Ora, se la storia di Saul sa di paranoia e di delirio persecutorio, quella di Davide è caratterizzata da una divorante lussuria e conseguente corruzione del senso morale.
Noi seguiremo soprattutto la storia di Davide – che, fra l’altro, è anche un grande romanzo.
Giovinezza di Davide
Ciò che più colpisce nella giovinezza di Davide è la sua fedeltà a Saul.
Saul è il primo re d’Israele. Poiché il popolo chiedeva un Re, come tutti gli altri popoli, Samuele, l’ultimo dei Giudici, ha incoronato Saul. Ma Saul ha disubbidito al Signore e così uno spirito malvagio, mandato da Dio, lo tormenta (noi diremmo che soffre di una terribile depressione).
Davide è – all’inizio della sua storia – un suonatore di cetra. Solo lui riesce ad aiutare Saul, a trarlo fuori dalla nera malinconia che lo colpisce, grazie alla potenza della musica e del canto. Ben presto si rivela però anche un grande combattente: infatti affronta e sconfigge, con un solo colpo della sua fionda, il gigantesco guerriero Golia, terrore dell’esercito d’Israele. E a questo punto Saul tenta di ucciderlo.
“Come ogni giorno, Davide suonava la cetra e Saul teneva in mano la lancia. Improvvisamente Saul scagliò la lancia pensando: “Voglio inchiodarlo al muro”. Per due volte Davide schivò il colpo. Saul ebbe paura di Davide, perché il Signore lo proteggeva mentre stava abbandonando lui.” (Primo libro di Samuele, 18, 10-12)
Il motivo del comportamento di Saul è dunque la gelosia; ma in lui la gelosia è un mostro che gli mangia il cuore; un vero delirio di persecuzione.
Dopo avere tentato inutilmente di ucciderlo, Saul offre in moglie Mikal, sua figlia, a Davide; ma gli chiede in cambio l’uccisione di cento Filistei. Naturalmente il suo intento è di farlo morire durante i combattimenti. Ma Davide gli porta la testa di duecento Filistei e il Re gli dà in moglie la figlia. Poi tenta di nuovo di ucciderlo con un colpo di lancia (la scena è identica alla precedente). Davide riesce a fuggire; ma Saul, per vendicarsi, gli fa un’offesa gravissima: dà in moglie Mikal a un altro uomo.
Nonostante Saul abbia tentato più volte di ucciderlo o di farlo uccidere, nonostante gli abbia tolto la sposa dandola ad un altro, Davide gli risparmia due volte la vita. In entrambi i casi Saul sembra rinsavire, gli chiede perdono e lo chiama addirittura “figlio mio” (1 Sam, 24, 17 e 26, 17). Ma il delirio di persecuzione è implacabile e a Davide non resta che cercare rifugio presso i nemici di sempre – i Filistei.


