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17 Giu2020

LE 7 VIRTU’ FONDAMENTALI PER IL CATTOLICO

Pubblicato da Franco nella categoria Spiritualità

Le 7 virtù sono decisioni stabili di praticare il bene perfezionate dall’abitudine. Possono essere umane o teologali

Le virtù sono decisioni stabili di praticare il bene che si perfezionano con l’abitudine. Possono essere umane o teologali: le virtù umane vengono acquisite mediante l’apprendimento e la pratica, le virtù teologali sono il risultato della presenza in noi dello Spirito Santo, che agisce sulle nostre facoltà e supplisce alle nostre fragilità.

Le 3 virtù teologali

“Teologale” si riferisce a ciò che ha che vedere con Dio. Le virtù della Fede, della Speranza e della Carità sono teologali perché è Dio stesso che ce le concede, invitandoci a praticarle in modo sempre più perfetto.

1 – Fede

La fede teologale ci porta a credere nel Dio Uno e Trino, che è Padre Creatore, Figlio Salvatore e Spirito Santo Santificatore. Solo mediante la fede possiamo conoscere la Verità del Dio Altissimo, rivelata nelle Sacre Scritture. È un dono. La fede teologale è molto più sicura della fiducia naturale che abbiamo ad esempio nelle persone. Mediante il dono della fede, crediamo nella Rivelazione divina manifestataci nel percorso della creazione e dell’umanità: dai profeti, dal Figlio di Dio che è la Parola Eterna, dalla testimonianza degli apostoli, dal magistero affidato alla Chiesa.

2 – Speranza

La speranza teologale è la virtù attraverso la quale speriamo fortemente in Dio e in tutto ciò che Egli ha in serbo di meraviglioso per noi, sia su questa Terra che nell’eternità che Egli pone alla nostra portata rispettando il nostro libero arbitrio di accettarla o rifiutarla. La speranza teologale ci aiuta ad affrontare e a vincere gli ostacoli, sapendo che Dio è dalla nostra parte. Maria è un esempio perfetto di speranza teologale contro ogni speranza meramente umana, perché ha mantenuto la piena e salda certezza che nonostante la sofferenza, i silenzi, la croce e la morte, Dio non delude mai. Ha sperato in Dio e non è rimasta delusa.

3 – Carità o Amore teologale

La carità, come virtù teologale, non è semplice beneficenza o filantropia, ma la pienezza dell’amore, perché è la nostra partecipazione all’Amore di Dio, che è Amore puro. Dio è Amore e ci invita a partecipare a Lui mediante la virtù teologale della carità, attraverso la quale Lo amiamo al di sopra di tutto e amiamo il nostro prossimo come noi stessi, disposti anche a dare la vita per amore.

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28 Mag2020

DOMENICA DI PENTECOSTE ANNO A

Pubblicato da Franco nella categoria Approfondimenti, Spiritualità

PENTECOSTE, COSA E PERCHÉ SI FESTEGGIA

Nella solennità di Pentecoste si ricorda e celebra la discesa dello Spirito Santo che dà inizio alla missione della Chiesa. In origine indicava l’avvio della mietitura. La bellezza della liturgia.

L’origine del nome e la festa agricola

Nella Solennità di Pentecoste si celebra la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli riuniti insieme nel Cenacolo. Con la Pasqua e il Natale costituisce una delle feste più importanti del calendario liturgico, e segna l’avvio della chiamata missionaria della Chiesa.

«Quando verrà lui – spiega Gesù nel Vangelo di san Giovanni –, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». Letteralmente la parola Pentecoste indica in greco il 50° (giorno). Inizialmente il popolo ebraico lo celebrava, appunto cinquanta giorni dopo la Pasqua. Era un festa agricola, di ringraziamento a Dio per i doni delle terra, che coincideva con l’inizio della mietitura del grano e i primi frutti. Più tardi su questa celebrazione originaria si innestò la memoria del dono delle Tavole della Legge fatto da Dio a Mosè sul monte Sinai. Nel rituale ebraico, a Pentecoste ci si asteneva da qualsiasi lavoro ed era previsto il pellegrinaggio degli uomini a Gerusalemme. Nella tradizione cristiana invece si attribuisce a Tertulliano (155-220) la prima testimonianza della Pentecoste come festa dello Spirito Santo. Sempre cinquanta giorni dopo la Pasqua.

Il racconto degli Atti degli apostoli

La discesa dello Spirito Santo viene raccontata al capitolo 2 degli Atti degli Apostoli: «Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste – recita il testo –, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi». Il testo prosegue poi con la prima predicazione dell’apostolo Pietro, che assieme a Paolo, allarga i confini del cristianesimo, sottolineando l’unità e l’universalità della fede dono dello Spirito Santo. Spirito che è concesso a tutti i battezzati e che al tempo stesso, nella fantasia e diversità dei carismi e dei ministeri costruisce la Chiesa. Inesauribile elargitore di doni, sono sette quelli che secondo l’insegnamento del profeta Isaia gli vengono attribuiti: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio. Nella vita del cristiano, ricevuti inizialmente con la grazia del Battesimo, i doni vengono confermati dal sacramento della Cresima o Confermazione.

La sequenza: Vieni Santo Spirito
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15 Mag2020

Partecipare alla Messa, ecco come sarà da lunedì 18 maggio

Pubblicato da Franco nella categoria Attualità

Dall’accesso contingentato ai banchi con segnaposto, dalle mascherine al gel igienizzante per tutti, anche i sacerdoti dovranno usare mascherina e guanti per la comunione

Da lunedì 18 maggio riprende la celebrazione della Messa con i fedeli ma le modalità per partecipare saranno diverse da come ce le ricordavamo prima del coronavirus. Accessi contingentati, banchi con segnaposto, mascherine per tutti tranne che per i celebranti che però la dovranno indossare insieme ai guanti in lattice per le mani quando distribuiranno la comunione e i fedeli dovranno restare al proprio posto. Niente acquasantiera ma gel igienizzante per le mani. Nessun coro a sostenere la preghiera con il canto, ma l’organista e il cantore potranno dirigere questo momento della liturgia, spariranno i libretti dei canti. Niente segno della pace.

Ai parroci è data la possibilità di “aumentare il numero delle Messe festive nei periodi in cui si preveda una maggior affluenza di fedeli, al fine di rispettare la capienza massima dei luoghi di culto”.

Per i sacramenti le novità sono la ripresa delle celebrazioni dei battesimi, i matrimoni e i funerali in chiesa; mentre per le prime comunioni e cresime si rinvia tutto in autunno.

Accesso in chiesa e partecipazione

Gli accessi in chiesa sono contingentati con un numero massimo di fedeli che determinerà ogni parrocchia, l’igienizzazione avviene senza ditte specializzate dei posti a sedere e degli oggetti liturgici e non usati, frequenti ricambi d’aria, acquasantiere vuote e gel igienizzante all’ingresso. Vengono segnati i posti a sedere nei banchi secondo la logica che riporta il decreto della diocesi “su un banco di tre metri possono sedersi solo due fedeli, alle estremità, mentre nel banco che precede e che segue solo un fedele al centro; analogamente, dove ci sono sedie, queste vanno distanziate una dall’altra di almeno un metro, sia lateralmente che frontalmente”.

Per partecipare alle funzioni si dovrà indossare la mascherina e igienizzarsi prima le mani, non potrà accedere alla chiesa chi ha una temperatura superiore ai 37,5 gradi o con sintomi influenzali o che sia stato in contatto con una persona positiva al coronavirus.

Comunione al proprio posto

Per la distribuzione della comunione dice il decreto: “È opportuno che i fedeli ricevano la Comunione sempre al proprio posto; tuttavia quando sono pochi, ad esempio nei giorni feriali e nelle piccole comunità, si può permettere la processione all’altare per la Comunione, nel rispetto della distanza di sicurezza sanitaria, secondo le disposizioni date dal legale rappresentante per ciascun luogo di culto: in ogni caso sacerdote e ministri, indossati mascherina protettiva e guanti monouso, offrono il Pane eucaristico soltanto sulla mano che i fedeli porgono nei modi previsti, evitando il contatto fisico”.

Funerali in chiesa

I funerali torneranno ad essere celebrati in chiesa, cadrà da lunedì 18 maggio il numero massimo di 15 FEDELI   sostituito dal numero massimo di fedeli che potrà accogliere in sicurezza la chiesa. Non si potrà però accompagnare processionalmente il feretro dalla casa o dalla posa fino alla chiesa e poi fino al cimitero. Il vescovo consiglia di celebrare le veglie per i defunti in chiesa e non nelle case private.

Battesimi, prime comunioni, cresime e matrimoni

Fino al 30 settembre sono rimandate le celebrazioni delle cresime, prime comunioni e prime confessioni. Come riporta il decreto “sarà opportuno valutare con le famiglie interessate la possibilità di rimandarle all’anno 2021, una loro diversa programmazione potrà comunque essere fatta a partire dal 1° ottobre 2020”. Si potrà riprendere invece con la celebrazione dei battesimi e dei matrimoni seguendo le regole generali da adottare nei luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche.

Processioni sospese

Le processioni del mese mariano di maggio e quella del Corpus Domini di domenica 14 giugno sono state sospese dalla diocesi per evitare che si generino assembramenti. Sono però ammesse le preghiere comunitarie in chiesa, come i rosari per il mese di maggio.

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