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27 Ott2019

LE STORIE DEI SANTI CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO

Pubblicato da Franco nella categoria Approfondimenti

Fin dalle prime civiltà possiamo incontrare le tracce di uomini e donne che hanno cambiato il mondo con la loro umanità e santità. Grazie a piccole azioni hanno creato e modificato le relazioni tra persone, diffondendo il vero significato di essere fratelli e sorelle.

In questo nuovo articolo del nostro blog vogliamo raccontarti la storia dei santi più conosciuti e che nel corso della loro vita hanno segnato profondamente l’umanità. Uomini e donne che, in diversi contesti storici, supportati dalla loro fede in Dio, hanno contribuito a costruire il tessuto sociale, religioso e culturale, oggi diventato normalità. Un tempo però non era così ed è proprio grazie a loro se possiamo contare su quei valori fondamentali che garantiscono la dignità della persona e di un popolo.

Sei curioso di scoprire quali sono i santi che hanno reso il mondo un posto migliore? Allora continua a leggere!

Umiltà, coraggio e amore: cosa ci insegnano i nostri santi?

I santi sono un punto di riferimento per i fedeli della religione cattolica. Ci rivolgiamo a loro con le nostre preghiere, gli dedichiamo le processioni e gli affidiamo i nostri dubbi e le nostre paure. Ma chi sono i santi e cosa ci spinge a sentire questo spirito di devozione nei loro confronti?

È vero che i santi sono persone come noi e che tutti i cristiani, fin da quando ricevono il dono del battesimo, diventano potenziali santi. I santi che la chiesa riconosce non sono altro che credenti che hanno risposto “Si” alla chiamata di Gesù e che hanno avuto il coraggio e la forza di seguire la strada della fede riponendo la fiducia in Dio.

Come si diventa santi? Non esistono caratteristiche univoche che definiscono questa figura. Per la fede cattolica, tutti siamo destinati a diventare santi e ognuno di noi possiede i doni e le capacità per esserlo.

Il santo è un modello di riferimento per tutti i fedeli che sono chiamati a imitarne l’atteggiamento di obbedienza a Dio e l’amore verso il prossimo. hi sono i Santi che hanno cambiato nel profondo interi popoli e culture?

San Benedetto

San Benedetto è stato il legislatore e fondatore del monachesimo occidentale che ha avuto una grande forza d’irradiazione. Lo stesso Gregorio Magno lo ha definito come un “astro luminoso”. Nel corso della sua vita Benedetto fuggì dalla città per rispondere a un bisogno di coerenza: la scelta incondizionata di Dio.

Benedetto mise al primo posto nella sua vita Gesù e l’amore per lui, l’unum necessarium per il quale occorre superare la resistenza delle strutture umane e sociali.

Dopo tre anni di vita eremitica, Benedetto si trovò circondato in modo inaspettato da uomini che avvertivano con serietà la sua stessa esigenza religiosa. La solitudine ricercata per ritrovare l’unione stretta con Dio è diventata un punto di unione tra la vita dell’uomo e un nuovo tipo di compagnia umana visibile. Questo atteggiamento cambierà radicalmente il volto dell’Europa, senza segnare una vera e propria rottura netta con il passato.

San Francesco d’Assisi

San Francesco, ha rapito il cuore dei fedeli per la sua limpidezza e la purezza della sua esperienza. Ma la cosa che colpisce di più è il suo amore incondizionato per Cristo e la chiesa. La sua vita fu un misto di atteggiamenti diversi e contrastanti: da un lato l’eremitismo dall’altro la predicazione cittadina, da una parte il lavoro manuale e dall’altra la questua, l’estasi della contemplazione contrapposta al desiderio della missione tra i non cristiani.

In modo graduale, Francesco iniziò a vivere la “nudità” come fondamento della sua nuova vita. Poco a poco iniziò a combattere la logica della società del tempo e questo attirò ben presto molti giovani, che condivisero la sua stessa scelta di vita per mettersi ai margini con gli ultimi.

Insieme ai sui seguaci, Francesco rifiutò di appropriarsi di qualsiasi bene, deciso a vivere senza beni di proprietà. Così inaugurò un nuovo ordine di frati che seguivano particolari principi, che si trasformarono presto in valori sociali, quali: fraternità, minorità e povertà.

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20 Ott2019

SANT’ANNA E GIOACCHINO, LA COPPIA RITENUTA INDEGNA CHE GENERÒ MARIA

Pubblicato da Franco nella categoria Santi

Essendo sterili e anziani non avevano avuto figli e questo era considerato per gli ebrei un segno della mancanza della benedizione e del favore divini. I due si ritirarono in disparte per pregare e ottenere da Dio la grazia che arrivò con l’annuncio di un angelo: “Anna, il Signore ha ascoltato la tua preghiera e tu concepirai e partorirai e si parlerà della tua prole in tutto il mondo”

l culto dei genitori della Vergine Maria fu tardivo in Occidente, con inizio timido intorno al 900-1000, mentre nell’Oriente cristiano già nel VI secolo si avevano manifestazioni liturgiche rilevanti, specialmente in collegamento con le feste mariane quali la Concezione e la Natività. Fu papa Gregorio XII a unificare nel 1584 la loro festa liturgica al 26 luglio. Il nome di Anna deriva dall’ebraico Hannah (grazia) mentre Gioacchino significa, sempre dall’ebraico, “Dio rende forti”. Nonostante di sant’Anna ci siano poche notizie e per giunta provenienti non da testi ufficiali e canonici, il suo culto è estremamente diffuso sia in Oriente che in Occidente.

IL SILENZIO DEI VANGELI CANONICI

Paradossalmente delle due figure così importanti nella storia della salvezza non vi è alcuna traccia nei Vangeli canonici. Di loro viene trattato ampiamente nel Protovangelo di S. Giacomo, un vangelo apocrifo del II secolo. Le elaborazioni posteriori di tale documento aggiunsero via via altri particolari, che soltanto la devozione andava dettando. Anna era una israelita della tribù di Giuda, figlia del sacerdote betlemita Mathan, con discendenza quindi dalla stirpe davidica.

Il “Protovangelo di san Giacomo” narra che Gioacchino, sposo di Anna, era un uomo pio e molto ricco e abitava vicino Gerusalemme, nei pressi della fonte Piscina Probatica; un giorno mentre stava portando le sue abbondanti offerte al Tempio come faceva ogni anno, il gran sacerdote Ruben lo fermò dicendogli: “Tu non hai il diritto di farlo per primo, perché non hai generato prole”. Gioacchino ed Anna erano sposi che si amavano veramente, ma non avevano figli e ormai data l’età non ne avrebbero più avuti; secondo la mentalità ebraica del tempo, il gran sacerdote scorgeva la maledizione divina su di loro, per il fatto di essere sterili.

L’anziano ricco pastore, per l’amore che portava alla sua sposa, non voleva trovarsi un’altra donna per avere un figlio; pertanto addolorato dalle parole del gran sacerdote si recò nell’archivio delle dodici tribù di Israele per verificare se quel che diceva Ruben fosse vero e una volta constatato che tutti gli uomini pii ed osservanti avevano avuto figli, sconvolto non ebbe il coraggio di tornare a casa e si ritirò in una sua terra di montagna e per quaranta giorni e quaranta notti supplicò l’aiuto di Dio fra lacrime, preghiere e digiuni. Anche Anna soffriva per questa sterilità, a ciò si aggiunse la sofferenza per questa ‘fuga’ del marito; quindi si mise in intensa preghiera chiedendo a Dio di esaudire la loro implorazione di avere un figlio. Durante la preghiera le apparve un angelo che le annunciò: “Anna, Anna, il Signore ha ascoltato la tua preghiera e tu concepirai e partorirai e si parlerà della tua prole in tutto il mondo”. Così avvenne e dopo alcuni mesi Anna partorì. Il “Protovangelo di san Giacomo” conclude: «Trascorsi i giorni necessari si purificò, diede la poppa alla bimba chiamandola Maria, ossia “prediletta del Signore”».

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13 Ott2019

UN  GIOVANE  PER  I  GIOVANI: CARLO ACUTIS  

Pubblicato da Franco nella categoria Uncategorized

   

Nascita: 3 maggio 1991, Londra, Regno Unito

Decesso: 12 ottobre 2006, Monza, Italia

 

“All’alba del terzo millennio, il Signore ci ha donato Carlo, un giovane per i giovani innamorato di Dio. Noi vogliamo approfondire e seguire il cammino spirituale percorso da Carlo.

  1. “La Meta”, che per Carlo è “il Cielo”.

Ci aiuta a  meditare molto sullo scopo della nostra vita terrena.

  1. “La Bussola”, lo strumento che permette di orientarci nel cammino verso la nostra Meta.

Per Carlo la Bussola è la Parola di Dio e in modo speciale i Dieci Comandamenti che poi Gesù riassume nei due Comandamenti dell’Amore. Amare Dio sopra ogni cosa e ama il prossimo tuo come te stesso.

3.” I Mezzi”.

Carlo parla di doni specialissimi che Dio ci ha dato per raggiungere la nostra Meta.

Questi mezzi sono i Sacramenti, ed in particolare l’Eucarestia e la Confessione assieme alla Preghiera, che anch’essa trae origine dall’Amore che l’alimenta e la sostiene.

Ricordati che abbiamo tutti una meta “IL CIELO”.

Tutti nascono come originali ma molti muoiono come fotocopie.”Essere sempre unito a Gesù, ecco il mio programma di vita”. Con queste poche parole Carlo Acutis, il ragazzo morto a soli 15 anni di leucemia, delinea il tratto distintivo della sua breve esistenza: vivere con Gesù, per Gesù, in Gesù. Perché gli uomini si preoccupano tanto della bellezza del proprio corpo e poi non si preoccupano della bellezza della propria anima?

  • Ogni uomo è chiamato a  percorrere il sentiero che porta da Adamo a Cristo.
  • Ogni donna è chiamata a percorrere il sentiero che porta da Eva a Maria
  • “Battezzati e inviati: La Chiesa di Cristo in missione nel mondo”.

La nostra appartenenza filiale a Dio non è mai un atto individuale ma sempre ecclesiale.    Dalla comunione con Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo, nasce una vita nuova insieme a tanti altri fratelli e sorelle. La Chiesa è in missione nel mondo: la fede in Gesù Cristo ci dona la giusta dimensione di tutte le cose facendoci vedere il mondo con gli occhi e il cuore di Dio.

Il suo corpo é venerato nella chiesa della Spogliazione (di San Francesco) ad Assisi.

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