Davide Il pastorello coraggioso che divenne un grande re!
Davide, secondo pastorello di Betlemme, divenne il secondo e più importante re di Israele (circa 1040-980 a.C.), unificando il regno e rendendo Gerusalemme la capitale. Celebre per aver sconfitto il gigante Golia con una fionda, fu un abile musicista, guerriero e leader, noto anche per il suo pentimento dopo il peccato con Betsabea.
La storia che vi raccontiamo è la storia di Davide, uno dei re di Israele. Dovete sapere che dopo essere usciti dall’Egitto e aver conquistato la terra promessa, gli Ebrei si erano scelti un re che li comandasse in battaglia e li governasse con giustizia e timore di Dio. Come primo re avevano scelto Saul. Ma dopo un po’ il Signore si accorse che Saul non gli obbediva e faceva quello che voleva, quindi decise di scegliere un altro re. Saul cominciò a sospettarlo e divenne sempre più nervoso… Allora il Signore disse al profeta Samuele: «Vai a Betlemme e ungi con dell’olio uno dei figli di Iesse. Sarò io che ti indicherò quale e quello diventerà il nuovo re di Israele». Samuele partì e arrivò alla casa di Iesse.
Qui il vecchio gli mostrò uno ad uno tutti i suoi figli, grandi e grossi, proprio adatti a fare il re. Ma Samuele sentì da Dio che nessuno di loro era il prescelto. Allora chiese a Iesse: «Sono tutti qui i tuoi figli?». «No», rispose Iesse, «ce n’è ancora uno, il più piccolo, che adesso sta pascolando il gregge. Si chiama Davide». «Vai a chiamarlo, perché non partirò se prima non l’avrò visto». Non appena Davide entrò nella casa Samuele sentì la voce del Signore che gli diceva: «È lui, ungilo!». Così Samuele versò sul capo di Davide l’olio e lo consacrò re di Israele. Davide era anche un bravo cantante e suonatore di cetra e un giorno Saul, il re, lo sentì e gli piacque tanto. Così tutte le volte che era triste o nervoso faceva chiamare Davide a palazzo a suonare per lui. E proprio a palazzo Davide fece amicizia con uno dei figli di Saul, di nome Gionata. Divennero ciascuno il miglior amico dell’altro e dove andava uno andava anche l’altro.
Nel frattempo i Filistei, un popolo ostile agli Ebrei, organizzano un esercito e sfidano gli Israeliti. Tra tutti i guerrieri filistei se ne fa avanti uno, grande, grandissimo, enorme. Il gigante Golia. È rivestito con una corazza, l’elmo in testa, la lancia, la spada. Fa paura a tutti. Con una voce che fa tremare le montagne grida: «Chi ha il coraggio di sfidare Golia? Fatevi avanti!» E gli Israeliti si dicono l’un l’altro: «Vai tu!», «No, vai tu!», ma nessuno ha il coraggio di affrontarlo. Proprio in quel momento arriva Davide: sta portando la colazione ai suoi fratelli che, più grandi di lui, combattevano nell’esercito. «Chi è quello lì che ci sfida?» chiede Davide. «È Golia» gli rispondono «il più forte e il più temibile dei guerrieri filistei». «E non c’è nessuno che abbia il coraggio di affrontarlo?» domanda. Tutti restano zitti. «Andrò io», disse allora. Il re Saul gli presta la sua armatura. Gli mette la corazza fatta di placche, l’elmo di bronzo, la spada di ferro e Davide così armato… non riesce più neanche a muoversi e nemmeno a respirare. Con un filo di voce chiede: «Toglietemi questa roba di dosso». E così, lo liberano dall’armatura. Davide prende solo il suo bastone da pastore, la sua fionda, cinque sassi lisci dal fiume e si dirige verso il gigante. Anche il gigante inizia ad avanzare verso Davide e la terra trema ad ogni suo passo. «Pensi che io sia un cane, che mi vieni incontro con un bastone?» gli chiede Golia e ride, perché quel nanerottolo di Davide gli arriva sì e no alla cintura. Ma Davide gli risponde: «Tu vieni a me con la spada e la corazza, io vengo a te nel nome di Jahvè, il mio Signore» dice Davide. E subito afferra un sasso, lo mette nella fionda, prende la mira e tac! colpisce Golia in mezzo alla fronte. Golia cade a terra morto stecchito e tutti i Filistei scappano per la paura. Davide ha dimostrato che la salvezza viene solo dal Signore!



