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01 Nov2023

PROGETTO PASTORALE 2023 – 2024

Pubblicato da Franco nella categoria Madonna

 

“Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato“ (Gv 6,44).

La Chiesa ci aiuta a riscoprire: Il gusto della Parola e del Pane del cielo, spezzati da Gesù e donati a noi, Figli di Dio: “Parola ed Eucaristia”. Sono due doni soprannaturali, preparati come cibo per il Popolo di Dio. Pani spezzati da Gesù da condividere con tutti i fratelli. Questi due pani rafforzano il nostro legame con il Signore; ci permettono di trasformarci in Lui,  e fanno sbocciare la fratellanza tra noi.

La Chiesa, Sposa di Cristo, è chiamata, prima di tutto, a seguire il Maestro venuto per servire nella mitezza e nell’umiltà. Nell’Antico Testamento, Dio, dando voce ai profeti,  anticipava al suo popolo la via dell’umiltà, quella via che avrebbe seguito il Messia.

L’umiltà ci apre la porta del Paradiso. è questo ciò che il Signore chiede, anche oggi, alla sua Chiesa. La Sposa-Chiesa, deve imitare e seguire lo Sposo-Cristo.

Lui si è umiliato e si è lasciato spogliare. Gesù è venuto a portare il fuoco sulla terra.

Questo fuoco, Gesù l’ha acceso in mezzo a noi attraverso la sua morte e la sua risurrezione. Gesù si sottopose alla Croce, disprezzando il disonore, l’ignominia, per innalzare ciascuno di noi fino al cielo. Questo é il nuovo insegnamento: “guadagnare il fratello”.

La Chiesa purificata dalla misericordia divina, sarà il  nuovo e definitivo “Roveto Ardente” presente nel mondo di oggi. Gesù chiama i discepoli e ne costituisce dodici.

Crea così la nuova comunità: “Voi siete il sale della terra” (Mt 5, 13);  “Voi siete la luce del mondo” (Mt 5, 14).

La Comunità cristiana, creata dal Signore, nello Spirito Santo, è chiamata a stare con Gesù e a camminare insieme a Lui. Guidati dalla Parola di Dio e nutriti dal suo corpo e dal suo sangue, viviamo la comunione Trinitaria, che ci spinge a “Correre verso Dio e verso il prossimo”. Innamoriamoci della vita secondo la Grazia, nella perfetta unità con Dio. La Chiesa deve camminare nell’umiltà e accogliere tutti, amando  e  preoccupandosi di seguire “le orme di Gesù”, Crocifisso e Risorto: L’Unico Tesoro.

Ogni parrocchia é, un piccolo Cenacolo, un cantiere dove lo Spirito Santo distribuisce i suoi doni e suscita carismi per edificare la sua Chiesa. Siamo “pietra viva” per edificare l’edificio che lo Spirito Santo sta costruendo.

  • L’icona, “I Cantieri di Betania”, che ci è stata offerta in questi anni, presenta tre scene:
  • A sinistra: Il cantiere della strada e del villaggio (Mettersi in Cammino, alla ricerca).
  • Al centro: Il cantiere dell’ospitalità e della casa (L’Accoglienza).
  • A destra:  Il cantiere del servizio, delle diaconie e della formazione spirituale (L’Ospedale).

Ricordiamo che Gesù, l’Immacolato, ha scelto, coinvolto e voluto Maria, l’Immacolata, al suo fianco e ha costituito i Dodici, creando la comunità. Allo stesso modo, Gesù vuole trasformare ciascuno di noi, rendendoci immacolati, cioè “Santi, rivestiti di Spirito Santo” da coinvolgere, al suo fianco, nell’Evangelizzazione del mondo.

La Vergine Maria è la creatura che più assomiglia a Gesù. Ella si é uniformata totalmente al suo Figlio, e noi vogliamo assomigliare a Lei, nostra mamma del cielo.

“Maria è diventata tutta “Vangelo”.

Allo stesso modo, Gesù vuole trasformare tutti noi in Lui.

“Maria ha scelto di stare totalmente dalla parte di Gesù”.

E noi, da che parte vogliamo stare?

MARIA, MADRE DELLA DIVINA PROVVIDENZA Prega e intercedi per noi.

 
IL PARROCO
Padre Antonio M. IANNUZZI

                                                              

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30 Apr2022

MESE MARIANO ANNO 2022

Pubblicato da Franco nella categoria Madonna, Papa

Il mese di maggio e le origini del Rosario: una preghiera che avvicina le persone

Inizia oggi il periodo dell’anno tradizionalmente dedicato alla Madonna. Ecco perché

Il mese di maggio è da sempre caratterizzato dalla spiritualità mariana. Un tempo in cui si moltiplicano i Rosari, sono frequenti i pellegrinaggi ai santuari, si sente più forte il bisogno di preghiere alla Vergine.  Soprattutto quest’anno segnato dalle atrocità della guerra in Ucraina.

Già nell’antica Grecia e nell’antica Roma il mese di maggio era dedicato alle dee pagane collegate alla fertilità e alla primavera, ovvero Artemide e Flora. Molte culture occidentali consideravano il mese di maggio un mese in cui celebrare la nascita, la vita e la maternità.

Non è un caso che in molti Paesi ricorra in questo mese la Festa della Mamma, una ricorrenza civile, non religiosa. In Italia cade la seconda domenica di maggio come in gran parte degli Stati europei ed extraeuropei.

Perché maggio è il mese di Maria

Tornando alla definizione di mese di Maria, ai tempi della Chiesa delle origini si fanno risalire prove dell’esistenza di una grande festa in onore della Beata Vergine Maria, che veniva celebrata il 15 maggio di ogni anno, tuttavia solo nel XVIII secolo il mese di maggio è stato associato alla Madonna.

Secondo la Catholic Encyclopedia: «La devozione di maggio nella sua forma attuale ha avuto origine a Roma, dove padre Latomia del Collegio Romano della Compagnia di Gesù, per contrastare l’infedeltà e l’immoralità diffuse tra gli studenti, fece alla fine del XVIII secolo il voto di dedicare il mese di maggio a Maria. Da Roma la pratica si diffuse agli altri collegi gesuiti e da lì a quasi ogni chiesa cattolica di rito latino». Dedicare un mese intero a Maria non era una cosa nuova e c’era una tradizione precedente con un periodo di trenta giorni dedicato alla Vergine, chiamata Tricesimum.

Annibale Dionisi e il mese consacrato a Maria

L’indicazione di maggio come mese di Maria lo dobbiamo ad un gesuita: Annibale Dionisi. Un religioso di estrazione nobile, nato a Verona nel 1679 e morto nel 1754 dopo una vita, a detta dei confratelli, contrassegnata dalla pazienza, dalla povertà, dalla dolcezza. Nel 1725 Dionisi pubblica a Parma con lo pseudonimo di Mariano Partenio “Il mese di Maria o sia il mese di maggio consacrato a Maria con l’esercizio di vari fiori di virtù proposti a’ veri devoti di lei”. Tra le novità del testo l’invito a praticare la devozione mariana nei luoghi quotidiani, nell’ordinario, non necessariamente in chiesa «Per santificare quel luogo e regolare le nostre azioni come fatte sotto gli occhi purissimi della Santissima Vergine». Lo schema da seguire è semplice: preghiera davanti all’immagine della Vergine, meditazione sui misteri eterni, fioretto o ossequio, giaculatoria. Negli stessi anni, per lo sviluppo della devozione mariana, sono importanti anche le testimonianze dell’altro gesuita, padre Alfonso Muzzarelli, che nel 1785 pubblica “Il mese di Maria o sia di Maggio” e di don Giuseppe Peligni.

Nascita delle pratiche mariane legate al mese di maggio

Le prime pratiche devozionali legate in qualche modo al mese di maggio risalgono al Medioevo, ai filosofi di Chartres nel 1100 e ancora di più al XIII secolo, quando Alfonso X detto il saggio, re di Castiglia e Leon, in “Las Cantigas de Santa Maria”, celebrava Maria come: «Rosa delle rose, fiore dei fiori, donna fra le donne, unica signora, luce dei Santi e dei cieli (…)». Di lì a poco il beato domenicano Enrico Suso di Costanza mistico tedesco vissuto tra il 1295 e il 1366 nel Libretto dell’eterna sapienza si rivolgeva così alla Madonna: «Sii benedetta tu aurora nascente, sopra tutte le creature, e benedetto sia il prato fiorito di rose rosse del tuo bei viso, ornato con il fiore rosso rubino dell’Eterna Sapienza!». Ma il Medioevo vede anche la nascita del Rosario, il cui richiamo ai fiori è evidente sin dal nome. Siccome alla amata si offrono ghirlande di rose, alla Madonna si regalano ghirlande di Ave Maria.

San Filippo Neri e la confraternita della “Comunella

In questo senso, nel XVI secolo, a Roma, San Filippo Neri insegnava ai suoi giovani a circondare di fiori l’immagine della Madre, a cantare le sue lodi, a offrire atti di mortificazione in suo onore. Un altro balzo in avanti e siamo nel 1677, quando il noviziato di Fiesole, fondò una sorta di confraternita denominata “Comunella”. Riferisce la cronaca dell’archivio di San Domenico che «Essendo giunte le feste di maggio e sentendo noi il giorno avanti molti secolari che incominiciava a cantar meggio e fare festa alle creature da loro amate, stabilimmo di volerlo cantare anche noi alla Santissima Vergine Maria…». Si cominciò con il Calendimaggio, cioè il primo giorno del mese, cui a breve si aggiunsero le domeniche e infine tutti gli altri giorni. Erano per lo più riti popolari semplici, nutriti di preghiera in cui si cantavano le litanie e s’incoronavano di fiori le statue mariane. Parallelamente si moltiplicavano le pubblicazioni. Alla natura, regina pagana della primavera, iniziava a contrapporsi la Regina del cielo.

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27 Dic2021

MARIA SS. MADRE DI DIO

Pubblicato da Franco nella categoria Madonna

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO: 1 GENNAIO

Questa festa fu istituita dal Sommo Pontefice Pio XI nel 1931, in occasione del XV Centenario del Concilio Efesino, coll’Enciclica Lux Veritatisv

Gesù nacque da una Vergine senza concorso di padre terreno, perché tale nascita conveniva al futuro Salvatore degli uomini, il quale, benché avesse in se la natura umana, ne doveva però ignorare le condizioni.

La fede della Chiesa nel dogma della Divina Maternità di Maria SS. si conservò ininterrotta attraverso tutti i secoli.

Infatti fin dai primi tempi, allorché Nestorio osò opporsi a coloro che davano a Maria il titolo di Madre di Dio, il popolo ne fu così scandalizzato ed indignato, che nella chiesa stessa protestò contro quella falsa dottrina. E quando tre anni dopo il concilio radunato in Efeso condannò l’eresiarca, la folla immensa che attendeva ansiosa di vedere solennemente riconosciuto il proprio amore e la propria fede nella Beatissima Madre di Dio, acclamò con la gioia più viva le decisioni dei Padri del concilio, e li accompagnò trionfalmente alle loro dimore. E noi crediamo fermamente in questo dogma, non solo perché così ci insegna la S. Chiesa che è infallibile, ma anche per la testimonianza della Sacra Scrittura e di tutta la storia.

QUAL È IL SIGNIFICATO TEOLOGICO E SPIRITUALE DI QUESTA FESTA?

Nestorio aveva osato dichiarare: “Dio ha dunque una madre? Allora non condanniamo la mitologia greca, che attribuisce una madre agli dèi”; S. Cirillo di Alessandria però aveva replicato: “Si dirà: la Vergine è madre della divinità? Al che noi rispondiamo: il Verbo vivente, sussistente, è stato generato dalla sostanza medesima di Dio Padre, esiste da tutta l’eternità…

Ma nel tempo egli si è fatto carne, perciò si può dire che è nato da donna”. Gesù, Figlio di Dio, è nato da Maria. È da questa eccelsa ed esclusiva prerogativa che derivano alla Vergine tutti i titoli di onore che le vengono attribuiti, anche se possiamo fare tra la santità personale di Maria e la sua maternità divina una distinzione suggerita da Cristo stesso: “Una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: “Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”.

Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”” (Lc 11,27s). In realtà, “Maria, figlia di Adamo, acconsentendo alla parola divina, diventò madre di Gesù e, abbracciando con tutto l’animo e senza peso alcuno di peccato la volontà salvifica di Dio, consacrò totalmente se stessa quale Ancella del Signore alla persona e all’opera del Figlio suo, servendo al mistero della redenzione sotto di Lui e con Lui, con la grazia di Dio onnipotente” (Lumen Gentium, 56).

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