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16 Feb2026

QUARESIMA PASQUA 2026

Pubblicato da Franco nella categoria News, Quaresima

 

Seguire le orme del Figlio di Dio significa imitare l’esempio di Gesù Cristo nella vita quotidiana, incarnando amore, umiltà e obbedienza alla volontà divina. Implica mettere il ministero e la spiritualità al primo posto, agendo con mitezza e modestia di cuore, coltivando relazioni basate sulla condivisione e la compassione, e trovando nel servizio agli altri la vera felicità.
 
Aspetti chiave del seguire le orme di Gesù:
  • Imitare le virtù: Coltivare la mitezza, l’umiltà e un cuore modesto, agendo con gentilezza verso il prossimo.
  • Volontà di Dio: Mettere al primo posto la volontà di Dio e il servizio (ministero), preferendolo agli interessi mondani.
  • Amore e condivisione: Vivere il Vangelo attraverso il dono di sé, la condivisione della vita concreta delle persone e l’amore per i fratelli.
  • Preghiera e meditazione: Intensificare la vita di pietà attraverso la preghiera quotidiana e la meditazione.
  • La via, la verità e la vita: Riconoscere Gesù come la via che porta a Dio, imparando dalle sue parole e opere. 
Seguire queste orme non è solo un atto esteriore, ma una trasformazione interiore che, nonostante le difficoltà, permette di trovare gioia e pace, trasformando le croci della vita in troni da cui regnare con amore. 
Seguire le orme del Figlio di Dio significa intraprendere un cammino di imitazione di Cristo, che si esprime attraverso l’adesione profonda alla Sua Parola e alla Sua testimonianza di vita. Questo percorso non è una semplice esecuzione di regole, ma una trasformazione interiore che coinvolge mente, cuore e anima.
Ecco i punti chiave per sviluppare un tema su questo argomento:
1. Il fondamento biblico e teologico
  • Identità di Gesù: Seguire le orme richiede innanzitutto riconoscere chi è Gesù. Egli è il Figlio unigenito del Padre, Dio Egli stesso, e la nostra relazione con Lui definisce l’essere cristiani.
  • Chiamata all’ascolto: Durante la Trasfigurazione, la voce del Padre indica la via: «Questi è il Figlio mio, il prediletto: ascoltatelo!». Seguire le Sue orme significa dunque porsi in un atteggiamento di ascolto incondizionato.
  • Adozione a figli: Attraverso il Battesimo, siamo rigenerati come figli di Dio e incorporati alla Chiesa, partecipando alla missione stessa di Cristo. 
2. Dimensioni pratiche del cammino
Seguire le orme del Figlio di Dio si traduce in scelte concrete di vita quotidiana:
  • La via della Verità: Gesù opera la liberazione dell’uomo attraverso la verità del Suo Vangelo. Vivere “sulle orme” significa testimoniare questa verità nel mondo.
  • Distacco e Umiltà: Come insegnato da santi come San Josemaría Escrivá o San Francesco, seguire Cristo richiede un distacco dai beni materiali per confidare totalmente nella grazia di Dio.
  • Servizio e Amore: Lo sguardo di Gesù è quello di Dio sull’umanità smarrita; seguire le Sue orme significa adottare lo stesso sguardo di compassione e agire secondo le Beatitudini. 
3. Modelli di sequela
Nel corso della storia, molti hanno interpretato questo cammino offrendo diverse sfumature di spiritualità:
  • San Francesco d’Assisi: Seguire Cristo nella povertà e nella fratellanza con tutto il creato.
  • Don Bosco: Evangelizzare con lo stile del “discepolo che Gesù amava”, dedicandosi alla crescita dei giovani.
  • Sant’Agostino: Ricercare Gesù attraverso un percorso di sapienza e fede profonda. 
Suggerimento per lo svolgimento: Puoi concludere il tema sottolineando come seguire le orme del Figlio di Dio non sia un percorso solitario, ma un cammino comunitario che si rinnova ogni giorno attraverso la preghiera e l’impegno verso il prossimo.
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07 Feb2024

QUARESIMA 2024

Pubblicato da Franco nella categoria Chiesa, Quaresima

 
  Il digiuno nelle culture del mondo

Il digiuno, l’astinenza dal mangiare e dal bere, è presente nelle nostre culture probabilmente dall’inizio dei tempi. Era usato dagli antichi Greci, quando essi consultavano gli oracoli. Indiani d’America lo usavano per acquisire il loro totem privato. Gli sciamani africani grazie del digiuno contattavano gli spiriti.

Attualmente lo notiamo nelle più grandi religioni del mondo. Nello Buddhismo è usato per liberare la mente e raggiungere il più alto livello di spiritualità. Nell’Induismo il digiuno è connesso con la purificazione. Nell’Islam tutto il mese di Ramadan si digiuna, dall’alba fino al tramonto. Nel Giudaismo o Cristianesimo ci sono vari giorni fissi durante l’anno per praticare il digiuno, ad esempio: mercoledì delle ceneri o venerdì santo.

All’inizio dei tempi del Cristianesimo, nel IV secolo, la religione cristiana è diventata una religione ufficiale dell’Impero Romano. In quel tempo la chiesa stabilisce regoli formali e cerimoniali nelle pratiche religiose. Sempre più popolare era diventa anche la pratica del digiuno, che nel X secolo diventa obbligatoria durante il periodo della quaresima.

Durata e le caratteristiche della quaresima

La quaresima è un periodo di penitenza e la preparazione alle più importanti festività per i cristiani, le feste pasquali. Nella Chiesa latina, la quaresima inizia dal mercoledì delle ceneri, prima della prima domenica di quaresima. Tradizionalmente, e in conformità con la legge canonica in vigore fino al 1983, è durata fino al sabato santo. Attualmente, la quaresima dura fino al giovedì santo (venerdì santo e sabato santo si celebra il Triduo Pasquale).

Tale periodo è caratterizzato dalle pratiche tipiche della quaresima: il digiuno e varie forme di penitenza, la preghiera più intensa che di solito e la pratica della carità. Tutte queste pratiche hanno un scopo di preparare i cristiani alla pura celebrazione della Pasqua.

Dalla fine del IV secolo la struttura della quaresima è quella di quaranta giorni. Dalla durata di quel periodo deriva anche il nome della “quaresima”. Comunque, in realtà, la quaresima dura 44 giorni. Il numero quaranta nella Bibbia è un numero simbolico, e si riferisce agli eventi importanti e di lunga durata, ad esempio: il diluvio universale, i quaranta giorni passati da Mosè sul monte Sinai, migrazione del popolo eletto dopo aver lasciato l’Egitto, e il evento al quale si riferisce la Pasqua – quaranta giorni del digiuno di Gesù al deserto, dove fu tentato da Satana.

Nelle altre religioni

La quaresima nella Chiesa greco-cattolica e ortodossa inizia dal Lunedì Puro. Nella Chiesa ortodossa termina il venerdì prima della Domenica delle Palme. Invece nelle chiese greco-cattoliche la quaresima termina nella Domenica delle Palme (chiamata nelle chiese orientali come la Domenica del Salice).

Nelle lingue della Chiesa primitiva, la quaresima era chiamata come “Quadragesima” (latino), o “Tessarakostè” (greco), che significa letteralmente “40 giorni”. Questo doveva indicare il modello a cui si riferiva – il digiuno di 40 giorni di Gesù Cristo.

Nel protestantesimo invece, la quaresima viene celebrata sotto il nome del “Tempo della Passione”. Il nome si riferisce alla passione di Gesù, prima della sua morte.

Le usanze della quaresima

La quaresima inizia dal Mercoledì delle Ceneri. Probabilmente dal VII secolo deriva il rito di spargere le ceneri sulla testa, che sono un simbolo di penitenza. Le più antiche fonti che riguardano questa usanza provengono dal X secolo. Nel 1091, Papa Urbano II introdusse il rito di spargere le ceneri sulla testa come una parte nella liturgia di quel giorno. Da questo periodo esiste un regolamento secondo il quale questa cenere si ottiene dalle palme benedette durante la Domenica delle Palme dell’anno precedente.

Una delle usanze che non vengono più praticate è la pubblica penitenza. Quel rito era diventato molto popolare nel medioevo. Veniva usato solo per coloro che hanno commesso i crimini più grandi. L’usanza cominciava dall’inizio della quaresima con un rito di condurre i penitenti fuori dalla chiesa. Poi, si finiva nel Giovedì Santo con un rito che portava quei penitenti nella chiesa, ma solo questi che hanno completato la loro penitenza. Così ricevevano l’assoluzione dei peccati.

Un’usanza fuori dalla chiesa era l’astinenza del mangiare carne o prodotti grassi durante la quaresima. Solo un piatto durante la giornata si poteva mangiare al pieno, altri in poche quantità, in modo per sentire la fame (come un tipo di penitenza che preparava per la Pasqua). La penitenza non si riferiva solo al cibo, ma riguardava anche le feste e vari tipi di celebrazioni che non potevano essere organizzate durante tutto il periodo della quaresima. Non si poteva ascoltare la musica, si doveva rimanere calmo, i canti solo di carattere religioso. Pure nella chiesa non si usava strumenti musicali.

In alcune città d’Italia si usa ancora un’antica usanza pagana chiamata il Sega la vecchia. Le usanze hanno luogo intorno alla metà della quaresima (il giovedì che precede la penultima domenica della quaresima). Ha luogo cosiddetto funerale del carnevale, e la figura di una vecchia viene appesa nelle strade della città, rimanendo appesa fino al Sabato Santo. Secondo una leggenda la vecchia rappresenta una persona che ha mangiato la carne durante il digiuno della quaresima, perciò è stata punita. Realmente la storia è molto più antica che questa leggenda e rappresenterebbe la fine dell’inverno.

Ancora adesso si mantiene la tradizione di non organizzare le feste durante la quaresima. Alcuni cattolici provano anche, come una forma di penitenza, di non fare durante quel periodo qualcosa che li porta la gioia, un’astinenza dal piacere per questi 40 giorni. Ad esempio, alcuni non fumano, non bevono alcolici, si fanno la pausa dalla consumazione di dolci o dalla carne, oppure vanno più spesso nella chiesa. Alcuni praticano il volontariato, aiutano agli malati o eseguono altre forme della carità. Tutto questo per prepararsi meglio al periodo della Pasqua.

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